Andrea 2 foto


Certe volte-nella bella stagione-arrivavo a Sant’Agata in quelle così dette “ore bruciate”. Non un’anima né un cane. Bar chiuso. Messico e nuvole allo stato puro.
Solo Andrea trovavo co’l bello o il cattivo tempo.E lo trovavo seduto sulle sue panchine  nella piazza grande o nella piazzetta davanti al bar.
-Andrea ciao!-gli dicevo…-oh i che gl’è successo in questa settimana che sono mancato? – e Andrea come la Stasi o il bollettino dei necrologi mi metteva al corrente degli ultimi avvenimenti.
Accendevo una sigaretta e sedevo insieme a lui. Due chiacchiere nel silenzio  fra i fantasmi del paese. Finito di fumare un saluto e via a casa.

Totem e magia.

Alcuni anni fa con Maquis vagando per i miei ” Luoghi dimenticati ” ci siamo imbattuti (sorpresa e stupore) in questo grande tabernacolo…Ah! la natura fa anche queste magie. Mi è apparso come un enorme totem: gli occhi, il naso, la bocca e sotto, come in un rituale magico (spolpati della corteccia) rami bianchi, deposti e disposti in una precisa,millimetrica, e raffinata simmetria. Incredibile.

A Roma direbbero – che vorrà dì…? –

 

libro omaggio a Jiri Kolar ( 2012 )

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Novità 2012 : libro dedicato a Jiri Kolar (in lingua francese) con biografia e,opere omaggio di collagisti.
il libro ediizioni P.J.Varet è acquistabile sul sito www.artducollage.com al prezzo 25 € e presso i centri Fnac, nonchè su amazon…
una poesia di Jiri Kolar:

Cerca nella tua memoria
nella storia
cerca nella letteratura
una coppia di amanti morti
senza aver celebrato le loro nozze

fai stampare in loro nome
delle partecipazioni di matrimonio
e distribuiscile ai passanti nella strada
nel giorno e nell’ora fissata
dagli inviti per la cerimonia…

James Hillman

James-hillmanIn ricordo di James Hillman ( Atlantic city 12 aprile 1926 – Thompson 27 ottobre 2011)

L’incontrai a Firenze, ad una sua conferenza nella libreria Seeber poco prima che questa chiudesse…una grande emozione!
Ci guardammo : lui fu stupito e sorrise pervia della sua piccola foto che io avevo incollato nel libro (come d’altronde faccio spesso con i libri), vi passò sopra il suo dito e sorridemmo insieme di nuovo…
sopra, la firma di James sul frontespizio del mio libro “Il codice dell’anima” (ed.Adelphi – 1997 )

All’inizio del suo libro ” Il mito dell’analisi ” Hillman richiama il poeta inglese John Keats:
“consider the world a vale of soul making,then you will know the use of the world.”
“chiamate vi prego, il mondo la valle del fare anima.allora scoprirete a cosa serve il mondo “.

da leggere c’è la bella e ultima intervista di Silvia Ronkeyhttp://www.lapolis.it/blog/index.php?entry=entry111029-235136

Disegno autografo di Wolf Biermann


Credo fosse il 1978 a Ferrara.Come F.U.L.C. (sindacato unitario dei chimici ) organizzammo un concerto con Wolf Biermann.
Ero molto giovane e timido,ma comunque mi avvicinai a Wolf con il mio piccolo libro di sue poesie (Ed.Einaudi),e lui
molto divertito schizzò (con pennarello rosso )la sua faccia sopra la poesia-An die alten genossen(ai vecchi compagni),con il nome al posto dei baffi. Così, ho conosciuto Wolf Biermann.

les petits papiers-birkin-gainsbourg-dutroncles petits papiers-birkin-gainsbourg-dutroncles petits papiers-birkin-gainsbourg-dutronc

par goyardmichele ” avant de commencer a chanter Jane a dit ,si vous avez froid,pas dans votre corps,parce que c’est l’hiver et c’est normal,mais si vous avez froid dans votre coeur,cette chanson peut vous consoler.”par goyardmichele ” avant de commencer a chanter Jane a dit ,si vous avez froid,pas dans votre corps,parce que c’est l’hiver et c’est normal,mais si vous avez froid dans votre coeur,cette chanson peut vous consoler.”les petites papieres -birkin-doutronc-gainsbourgpar goyardmichele ” avant de commencer a chanter Jane a dit ,si vous avez froid,pas dans votre corps,parce que c’est l’hiver et c’est normal,mais si vous avez froid dans votre coeur,cette chanson peut vous consoler.”les petites papieres -birkin-doutronc-gainsbourg

le mani del collagistale mains de collagiste

Art collage : Les mains de collagiste

Par pierrejean varet le mardi, juin 2 2009, 18:43 – Art collage videos – Lien permanent
2juin

Voici peut être le plus beau documentaire sur les collagistes. Il dure juste le temps d’une chanson, et met en scène les mains de collagiste en action. Cette vidéo de mon ami collagiste Philipp Voré date de 2004, elle est extraite d’un reportage d’une grande exposition d’Artcolle organisée en Bulgarie. Mais les archives vieillissent, peuvent disparaîtrent et mourir. Nous étions une vingtaine à avoir vue ce petit film il y a 5 ans. Je l’ai ressortie des archives, et en extrait « Les mains de collagiste » quelque peu remixé comme on dit à présent. Artcolle veut la diffusion de l’art du collage et de tous les documents que j’ai accumulé en son nom depuis 1992 ( plusieurs milliers de documents de toutes sortes ). Aujourd’hui je suis plutôt fier de mettre sur internet « Les mains de collagiste » afin de partager ce documentaire avec tous à travers le monde. Vous y trouverez de multiples gestuelles propres à nous autre faiseurs de collages, et surement y retrouverez vous la votre.. Merci de vos commentaires après vision ! Avec les mains de : Modi , Varet, Urumov, Todorova, Ruseva et de beaucoup d’autres collagistes…

collages louis armstrong

Voici ce que dit la fiche du livre ( Editions de la Martinière ) ” Si l’on connaît bien l’extraordinaire génie du trompettiste de jazz, beaucoup ignorent que Louis Armstrong était aussi un talentueux artiste de collages. L’ouvrage entrouve pour la première fois les carnets de musicien, patiemment enrichis au fil des années de savants collages incluant photographies, lettres, croquis et autres fragments. L’auteur Steven Brower retrace la vie de Louis Armstrong à travers ses propres mots, ses archives et son univers musical. Un portrait intime et original de cet homme adulé que l’on surnommait Satchmo. ” Pour ma part j’ai eu le livre entre les mains chez mon ami Gérard Siémons : c’est plus un ” journal ” personnel composé avec des collages lié à sa vie que des collages mis bout à bout. Un journal comme l’avais fait autrefois Gauguin dans son album ” Noa Noa” composé en 1893 et 1894 à l’aide de gravures et de photos collés sur aquarelle. En tout cas c’est émouvant, et très frais !armstrong21

Siamo con voi nella notte – museo del 900 Firenze

Al primo buio esco di casa con il cane (Louis) e sono lì: Piazza Santa Maria Novella.
Scenario alla Magritte: buio, ombre, piazza vuota, nessuno in giro, solo dei taxi in attesa…
E davvero scalda il cuore l’azzurra scritta luminosa sulla facciata del Museo del 900.
Allora grazie al collettivo Claire Fontaine e al museo stesso.
(si tratta di una fotografia anche se inserita in “Galleria Collages”).

Marco Modi marcomodi@yahoo.it

Poeti in Toscana 2020 – Marco Modi.

Continuano con i versi Marco Modi gli appuntamenti con i “Poeti in Toscana duemilaventi”.
Questa sera vi riproponiamo “La botanica del cuore”, nell’interpretazione di Alessandro Calonaci andata in onda ieri sera su Toscana TV all’interno del programma di Fabrizio Borghini “Incontri con l’Arte”

Sul viale di Sant’Agata Mugello Renata e Maria Giulia


Renata Bartoloni e Maria Giulia Modi sul viale di Sant’Agata Mugello. Da notare il muro di cinta della Villa Aiazzi e gli alberi che purtroppo non ci sono più (donavano ombra, riparo agli uccellini, e creavano ossigeno oltre che esteticamente belli-lecci e altre piante-).
E’ sparito il viale alberato e non solo! Chi volesse fare una passeggiata e andare da Sant’Agata a Scarperia camminerebbe in una landa desertica senza nemmeno un albero, un cono d’ombra sotto cui ripararsi dal sole nei mesi estivi.
In Emilia Romagna hanno approvato un piano di forestazione urbana per combattere l’emergenza climatica. Nelle piazze e nei parchi spunteranno quattro milioni di piante, un progetto di ecosistema e di comunità che avrà effetti anche a livello sociale e culturale. E allora da noi?!

marcomodi@yahoo.it 10 dicembre 2020

Io resto a casa e leggo un libro di Franco Arminio

Ho un vecchio televisore che non sempre accendo. Poi un giorno, un giorno di quest’anno 2020 mi arriva uno splendido dono: il video reportage di Domenico Iannacone “Che ci faccio qui” con Franco Arminio.
Conoscevo già Iannacone per i sui video documenti belli e insoliti, non conoscevo assolutamente F.Arminio. Stupore e meraviglia! Non pensavo che ci fosse ancora in questo paese qualcuno che potesse emozionarmi-toccare l’anima. Poi ho letto i suoi libri le poesie- occhi nuovi-.
Forse è vero che-l’originalità-semplicità-umanità-umiltà- etc…etc…(Evitiamo di aggiungere ulteriori parole accentate) sopravvivono meglio nascoste nei borghi.nelle campagne, dove hanno più profonde radici.
Un saluto dall’Appennino Toscano all’Appenino Irpino.
Marco Modi- marcomodi@yahoo.it


Viaggi nel tempo – 1

Viaggi nel tempo – 1

M.me Aprosio è una viaggiatrice nel tempo. Nell’immagine (insieme al cane Louis) si intrattiene in piacevole conversazione con le sorelle Blair Leighton.Intanto nella cucina una fantesca prepara del tè mentre scende la sera…
pubbl.28 agosto 2020.

Alla campagna-Sant’Agata Mugello

Kelly-una canina della mia amica Shirley-si domanda come Bruce Chatwin che ci faccio qui?
E’ un collage del 2019 che pubblico oggi 25 marzo 2020. Kelly (ovvero una sua foto) è stata ritagliata e messa in questo ambiente-una stradina di campagna a Sant’Agata Mugello-.
Kelly di sua natura timida ora è anche perplessa e pensierosa…

Hommage a Max Ernst – Une semaine (et demie) de bonté 3

*-La scena si svolge a Firenze sulle rive dell’Arno.Lo scenario di fondo è il ponte Santa Trinita visto dal ponte alla Carraia-.

dal RISVOLTO del libro Adelphi: Max Ernst “Una settimana di bontà”.
Con il romanzo, com’è noto, i surrealisti non ebbero fortuna. Sicché, alla distanza, i più rapinosi potrebbero rivelarsi proprio quei romanzi per immagini che Max Ernst elaborò fra il 1929 e il 1934 ritagliando illustrazioni di feuilleton dell’Ottocento e dei primi del Novecento, e assemblandole poi in collage a cui aggiungeva didascalie di sua mano, destinate a essere, scrive Giuseppe Montesano, «segnali devianti e pervertimenti del senso comune». Sono immagini folte di fanciulle sensuali e innocenti insidiate da tenebrosi allievi di Sade, e di messieurs in abito nero e ghette che nascondono manie vergognose, mentre sullo sfondo freme «la città piena di sogni» di Baudelaire e ancora «lo spettro adesca il passante in pieno giorno». Un allestimento onirico ereditato dai romanzi d’appendice, dunque, ma che Ernst – con il suo montaggio fatto di accostamenti misteriosi e tagli oscuri, di esaltazione del caso e di ebbrezza dell’analogia, con il suo cinema al ralenti e il suo graphic novel per soli adulti bambini – ha saputo trasformare, non senza un tocco di germanico unheimlich, in vessillo della sommossa perenne del desiderio. Si installa così in queste pagine perturbanti il più cupo e luminoso erotismo mai evocato dai surrealisti, dove un seno è un giocattolo e una capigliatura un sesso palpitante, dove i fantasmi del piacere hanno scollature abissali e le ossessioni si mutano in animali da preda, dove un lenzuolo su un corpo nudo è una cascata letterale e i rivoltosi dell’amore volano dalle finestre degli abbaini.

Le grand tour d’Italie.

L’espressione Grand Tour sembra aver fatto la sua comparsa sulla guida The Voyage of Italy di Richard Lassels, edita nel 1670. Il successo del libro di Thomas Coryat Coryat’s Crudities è spesso considerato come l’inizio della mania per Grand Tour. Al Grand Tour, specie verso l’Italia, non erano estranei i giovani degli altri paesi europei, come la Germania e la Francia. Anche Johann Wolfgang von Goethe, di cui si è già accennato, realizzò il suo Grand Tour in Italia dal 1786 al 1788 di cui scrisse nel suo famoso Italienische Reise. Il Grand Tour fu occasione per la pubblicazione di numerosi libri guida: uno dei primi fu An Account of Some of the Statues, Bas-Reliefs, Drawings, and Pictures in Italy (1722), scritto dai pittori inglesi Jonathan Richardson il Vecchio (1665-1745) e suo figlio Jonathan Richardson il Giovane (1694-1771).
Durante il XIX secolo la maggior parte dei giovani istruiti fece il Grand Tour. Più tardi questo viaggio divenne alla moda anche per le giovani donne. Un viaggio in Italia con la zia nubile in qualità di chaperon faceva parte della formazione della signora d’alto ceto.

(Da Wikipedia).

Una visita inquietante

Una visita inquietante.

Una visita inquietante-due turiste giapponesi in fuga.

Le due turiste giapponesi erano entrate per visitare quella vasta,immensa basilica.
Hanno poi scelto di fuggire -lì stavano succedendo cose strane e inquietanti-.
Da poco all’interno uno strano brusio arrivava alle loro orecchie… delle donne intorno ad un grande letto parlavano fra loro sottovoce
…al centro un grande angelo seduto su una vasca ha cominciato a battere le ali…poi all’improvviso ha preso a piovere – vento e pioggia obliqua- …ce n’era abbastanza per darsi alla fuga…

Collage 2017

La botanica del cuore.


Chiusero a chiave e se ne andarono. Passò del tempo, non so quanto tempo. Mi alzai dalla sedia. Sul viso avvertivo lo spesso e freddo silenzio della stanza.
Aprii la finestra e mi calai giù stretta al tubo della doccia. Poggiai i piedi sui rami del lillà lì sotto. Scesi fra i rami e toccai terra.
Fuori, sul prato davanti alla casa ritrovai i miei gatti Fano e Isidore. C’era anche Kiki una gazza ammaestrata che mi si posò subito sulla spalla.
Insieme ce ne andammo.
Camminavamo in aperta campagna senza sapere dove andavamo. Così navigammo fra latitudini e longitudini.
Si andava per campi di grano,papaveri,siepi,sentieri… ad un incrocio trovai nell’erba dei bianchi foglietti annotati che raccolsi e misi in tasca.
Arrivammo ad una grande chiesa. Spinsi una porta ed entrammo in un luogo stretto fra due mura. C’era una panca: stanca com’ero mi sedetti…Kiki prese subito a giocare con delle perline di vetro sparse lasciate lì da qualche bambina…Curiosa tirai fuori i foglietti raccolti e cominciai a leggere. Era una poesia.
*Nota del curatore: la poesia era firmata sul fondo di un foglietto da Marco Modi – lo conoscevo- l’avrà persa in uno dei suoi vagabondaggi. A quei tempi era/si definiva un poeta-operaio/turnista. Erano tempi in cui esistevano le riviste di poesia,i preti operai,i consigli di fabbrica,e molte altre cose che ho dimenticato… Non c’erano internet e foto digitali ma circoli Arci e sale parrocchiali…
La poesia è stata poi stampata su “Repubblica” del 16 maggio 19 nella rubrica “La bottega della poesia”.

La Botanica del cuore

Tutto ansimante arrivò dall’orizzonte.
Superò un bosco di betulle
s’inchinò e le baciò la mano.
Intanto da qualche parte
un topo attaccò a rodere
un pomello
di una vecchia credenza.
Così quelle stanze
le sua guance
le stampe le ante
il bosco
il biancospino e il bosso
-ti amo che più non posso-
e ancora il tasso barbasso
una strana pervinca
metà celeste metà viola
-per il dolore per la gioia-
un picchio che lì volava
una tinca giù nel fosso
delle bacche-perline
un vinco arancione
e la sanguinaria.
Fin nelle vene
si spalancò il tramonto.
Affogammo nel rosso
e svanimmo nell’aria.