Poesie

Passarono calendari

Passarono calendari colorati e sgargianti
di diverse ditte pubblicitarie,
agende in omaggio, rilegate in pelle o cartone,
passò Santa Lucia dove si vive tutto in fretta
si mangia,si fa all’ amore
poi s’ esce e si va via
ma tutto in fretta, tutto in furia
perché è la giornata più corta che ci sia…
passarono i bisesti e i settembri tutti unti,
passarono le primavere ormai meno chiare,
non più vere,ma di plastica
intrise di un composto d’ ossido d’ etilene,
passò la gente sincera e amica
rimasero i bugiardi,gli infingardi.
Per migliorare il livello di sensibilità
furon fatte letture poetiche di pubblica utilità:
Gereard de Nerval, Ada Negri, Panzacchi, Leopardi…
Ma cresceva l’ ansia, anche i bambini
domandavano quando finirà.
I poeti senza per questo divenire troppo umani
smisero di scrivere poesie,
furono aboliti anche i giornali e la televisione,
tornammo tutti al cinema,
riesumando vecchie sale parrochiali.
Fu in quel tempo che conobbi Lisalotte,
stava levando le ultime lische da un pesciolino
per il suo gattino,
bevemmo del vino bianco
credo del cartize,
lei poi rise,
la notte non ci divise.
Lei era molto precisa così adottammo un ciclo
per fare l’ amore di 84 giorni così composto:
4 giorni sì e 2 no
4 giorni sì e 2 no
4 giorni sì e 1 no
era il mio vecchio schema di turnista
e nell’ arco di questi giorni
tornan settimanali quarant’ ore
anche se sembra di lavorare sempre
come suggerisce il cuore.

1982

senza titolo anno 2003 misure 44cm x 42 cm

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